Orgia sul camion con sorpresa

   25/12/2008
  
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Gualtiero, il mio amico camionista, è diventato sempre meno timido, infatti è arrivato al punto di chiedermi se a me piacerebbe scopare con lui e con qualche suo amico. La risposta, da parte mia, è ovviamente positiva.
Ricevuto un suo sms, mi dà appuntamento vicino a casa mia.
Avevo da poco acquistato un collant a rete molto particolare, seppur chiuso nella parte anteriore e fra le gambe, ha due aperture nella parte posteriore che lasciano scoperte le mie natiche, separandole; lo indosso sopra un ridottissimo perizoma, poi mi metto un vestito nero lucido cortissimo, molto elegante, un paio di stivali color argento scuro, alti sopra il ginocchio. Infilo un soprabito, prendo la borsa, della stessa tinta degli stivali, mi avvio a piedi verso il luogo dove avevo detto a Gualtiero di aspettarmi. Salgo sul suo camion e, prima ancora di iniziare a parlare, mi infila la sua lingua in bocca.
Si dirige verso il casello dell’autostrada più vicino a casa mia. Si ferma poco prima, in un parcheggio in mezzo alla rotatoria che porta all’autostrada. Attraversiamo la strada ed entriamo in un ristorante lì vicino. Gualtiero fa un cenno al cameriere indicando un tavolo già prenotato. C’è seduta una persona, un uomo, anch’egli sui cinquant’ anni, anch’egli abbastanza robusto, più alto del mio amico. Lo raggiungiamo e me lo presenta: si chiama Fredrick, è tedesco, parla malissimo l’italiano. Si esprime nella sua lingua e, per mia fortuna, Gualtiero traduce ogni parola. Di carattere è l’esatto opposto di Gualtiero, nessuna timidezza, anzi, le sue intenzioni sono più che lampanti, aveva visto la mia foto sul camion di Gualtiero.
“Io come Gualtiero” mi dice ridendo, in uno stentatissimo italiano, mostrandomi le sue mani aperte per farmi capire le dimensioni del suo membro.
“Julia, se non ti va non sentirti obbligata, ti accompagno a casa” Si affretta a precisare Gualtiero.
“A te piacerebbe scoparmi insieme a lui?” gli domando
“Sì anche, ma lui ha molta più fantasia di me in queste cose e gli piacerebbe fare qualche cosa con te, sul camion, mentre andiamo a farci un giro in autostrada”
“Cioè? Non capisco cosa vuoi dire”
“Fidati di me, sono sicuro che ti divertirai” intanto traduce all’amico sia le mie parole che le sue.
Fredrick mi sorride cercando di esprimersi con gli occhi, nella speranza di ricevere da me una risposta positiva, gli sorrido a mia volta e con un cenno di un mio occhio, contornato di nero dal mascara e dalla matita, gli confermo il mio interesse.
“Va bene Gualtiero, sai che sono anche curiosa, no?”
“Tu molto bella, meglio dal vero che in fotografia” il tedesco riesce a farsi capire, con il poco di italiano che conosce.
Finiamo di cenare, Fredrick si precipita all’appendiabito per recuperare il mio soprabito, mi aiuta molto cavallerescamente ad indossarlo, usciamo dal ristorante e ci avviamo verso il camion del mio amico, sono proprio curiosa di sapere cosa hanno in mente tutti e due.
Mi fanno sedere in mezzo a loro due. Stereo acceso su un canale radio che trasmette musica anni ’60. Gualtiero entra in autostrada, direzione Modena. L’amico tedesco inizia ad accarezzarmi la mia coscia più vicina a lui, sorride, pronuncia parole che non capisco, intercalando ogni tanto con un “bella”, mi solleva il vestito sopra la vita, scoprendomi il sedere e mettendo in mostra ciò che il collant lascia a nudo, continua a parlare in tedesco.
“Gualtiero mi traduci per favore? Non capisco una parola”
Mi traduce ogni parola, i complimenti riferiti alle mie gambe e ad altre parti del mio corpo, traduce anche le sue parole più audaci e più spinte “Bella figa, porca, vacca ………….”
“Grazie, ma non ho ancora capito del perché siamo in autostrada, cosa dovrei fare?” Ho un sospetto, ma vorrei una conferma.
“Gli piacerebbe farlo con te mentre andiamo, in movimento, comunque complimenti per il collant, il più sexy che ti abbia mai visto addosso!”
“Ti piace?” alzandomi ancor di più il vestito e mostrandogli ancor di più le mie natiche “E tu? Non posso fare qualche cosa con te mentre guidi, è pericoloso”
“Non preoccuparti di me, Julia, scopa con lui intanto. Ci mette molto a venire. Prima di Modena ci fermiamo in un’area di servizio e ti mettiamo in mezzo a noi due”.
Giro leggermente le spalle al mio amico, Fredrick ha già i pantaloni alle caviglie, gli guardo il cazzo, è dotato anche lui, almeno quanto Gualtiero. Prende il mio viso fra le mani, lo accosta al suo, tira fuori la lingua. Mi lascio baciare, intanto, con le mani, vado sul suo membro. Con la destra gli faccio una sega e con la sinistra  gli accarezzo i coglioni. Smette di baciarmi e mi spinge la testa verso il basso. Mi ritrovo il suo arnese di carne in bocca, con decisione continua a ritmare i miei movimenti accompagnandoli con una spinta della sua mano sulla mia nuca, continua a ripetermi frasi per me incomprensibili…
“Gualtiero, traducimi quello che dice. Tutto!” Inizio a leccare le palle del tedesco.
“Continua a ripeterti che sei una troia, una ciuccia cazzi”
“Sì, è vero, sono una vacca. Non vedo l’ora che mi scopiate in due” Sono realmente eccitata.
“Puttana, come lecchi bene le palle, succhiami il cazzo adesso” Gualtiero traduce le frasi dell’amico “Te lo metto in gola troia, bocchinara, porca, dopo ti spacco il culo”.
Ho voglia di sentirmelo dentro. Monto sopra Fredrick, con le gambe larghe, le ginocchia appoggiate sul sedile. Si prende il cazzo in mano, lo punta verso il mio buchetto posteriore. Mi lascio cadere con il peso del mio corpo, me lo faccio entrare dentro in un solo colpo, lo abbraccio, offrendogli la mia bocca per essere baciata. La sua lingua si muove dentro la mia bocca, le sue mani mi prendono sotto le natiche, comandando i movimenti del mio corpo. Il suo cazzo entra ed usce dal mio culo.
“Che culo che hai, sei una rotta in culo, il cazzo ti è entrato dentro senza che il tuo buco opponesse resistenza, sei una vacca” Godo nel essere sbattuta e sentire Gualtiero vicino a noi che traduce ogni parola.
“Sì, così …. fammelo sentire bene dentro al culo” mi lascio cadere all’indietro, con la schiena appoggiata al cruscotto, a gambe sempre larghe su di lui che continua a montarmi “Quanto manca al parcheggio? Non vedo l’ora di essere trattata da troia da tutti e due …… insieme …… in bocca …. in culo”
Penso che le macchine o i camion che ci stanno superando vedono come Fredrick mi sta montando. La freccia è a destra, stiamo arrivando nell’area di servizio. Mi sto facendo inculare sempre dal tedesco, senza mai smettere, nella medesima posizione. Gualtiero esegue manovra per parcheggiare e non oscura i vetri con la tenda. Vogliono che gli altri camion, parcheggiati a fianco, osservino come mi sbattono. Come una puttana. Gualtiero si spoglia, completamente nudo. Mi fanno sul letto dietro il sedile. Anche Fredrick si leva il resto degli indumenti. Anche io mi sono spogliata, rimanendo solo con l’intimo ed il collant sexy. Siamo tutti e tre sul letto. La tendina è aperta, ci possono vedere.
Gualtiero si sdraia di fronte, me lo infila in bocca, è già molto eccitato. Fredrick, dietro di me, mi penetra in culo, spingendomelo dentro più che può, lasciando dopo circa mezz’ora il posto all’amico. Ho il cazzo del mio amico in culo e quello del tedesco in bocca. Continua a ripetere una frase, nella sua lingua, che non capisco.
“Ti vuole sborrare in faccia” – si appresa a tradurre Gualtiero
Non rispondo, sorrido, capisce che lo voglio anche io. Mi appoggia la mano sulla fronte, si sega di fronte al mio viso, con la mano destra, appoggia la sua cappella alla mia guancia, mentre Gualtiero continua ad incularmi. Emette un urlo di piacere, sborrandomi in pieno viso.
“Julia sei proprio una gran porca”
“Non ti fermare, inculami più forte, sto venendo …….. sì, sto venendo” con il viso coperto dallo sperma del tedesco.
Gualtiero aumenta l’intensità dei colpi del suo cazzo dentro di me per farmi arrivare all’orgasmo anale. Vengo, il ritmo preso porta a venire anche lui, mi sborra sul buco del culo. Si lascia andare, sorrido ad entrambi per come mi hanno scopata. Gualtiero prende qualche lattina di birra dal frigobar, ci rilassiamo e riposiamo.
“Fredrick, ho chiesto a Julia se viene con me a fare un giro con il camion, magari in Olanda, così la porto in qualche bel locale”
“Sì, Gualtiero, appena posso organizzarmi con il lavoro ci vengo, promesso”
“Dai Julia, così ti presentiamo a tutti quelli che hanno visto la tua foto e che vogliono scoparti” interviene Fredrick, “Preparati a prendere due o tre cazzi ogni sera”
“Perché pensi che non ne sia capace?” mordicchiandomi il labbro inferiore, eccitata dall’idea
“Porca come sei, penso che ti faresti sbattere anche da molti più uccelli” Mi considera proprio una troia, il tedesco, vista la situazione non posso che dargli ragione.
Finiamo la birra. I due uomini si rivestono e tornano a sedersi, io ne approfitto per darmi una sistemata al trucco, ancora seduta sul letto. Mi rivesto anche io, chiedo ai due amici di concedermi qualche minuto, per andare in bagno. Scendo dal camion e raggiungo, ancheggiando sui tacchi, la toilette, che non è distante. Sia all’andata che al ritorno, mi giungono alle orecchie dei commenti in una lingua sconosciuta da parte di un gruppetto di camionisti, che stanno parlando fra di loro, ai piedi dei loro mezzi. Risalgo sul camion
“Ce l’avevano con me quelli?” chiedo sorridendo “Non ho capito un accidenti”
“Sono slavi, hanno detto di andare da loro che ti avrebbero fatto volentieri il culo” Traduce l’amico tedesco, conosce un po’ della loro lingua.
“No grazie, già dato per stasera, mi sono presa in bocca e in culo due bei cazzi” E rido.
Fredrick abbassa il finestrino, dice qualche cosa al gruppetto, nella loro stessa lingua, ridono tutti insieme, salutandosi.
“Cosa gli hai detto?” chiedo
“Che la prossima volta che passiamo ti presento e che sei brava a farti scopare da tutti, ti aspettano volentieri”
Usciamo dall’area di servizio, al primo casello Gualtiero esce per rientrare subito in autostrada in direzione opposta, verso casa.. Fredrick, facendosi aiutare dall’amico nella traduzione, mi fa capire di avercelo ancora duro e che vuole mettermelo ancora in bocca. Con un sorriso si slaccia nuovamente i pantaloni e gli faccio un pompino, poco dopo il casello di Mantova, faccio appena in tempo a spostare la testa, guidata dalla sua voce affannosa, e lo faccio venire all’interno della mia mano destra.
Mi accompagnano fin sotto casa, li bacio in bocca, uno dopo l’altro. Prometto ad entrambi che, appena possibile, farò un viaggio in camion insieme al mio amico.
“Sarai la nostra troia Julia?”
“Sì, mi farò sbattere da tutti i vostri amici”.

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