Orgia nel bagno turco

   17/10/2007
  
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Io e la mia lei eravamo in vacanza in uno di quei club all inclusive.
Caldo, sole, tantissime attività programmate ogni giorno.
Stanza bellissima, aria condizionata, tanto relax.
Un giorno ci venne l’idea di provare la parte fitness e massaggi del club.
A dire il vero di Fitness ne facemmo molto poco, visto il caldo, però un bel massaggio rilassante era quello che ci voleva.
Entrammo nelle stanze riservate a questa attività, una serie di lettini dotati di separè.
Un’occhiata rapida ed individuammo i due massaggiatori liberi.
Gli unici.
Non c’era nessuno a quell’ora, subito dopo pranzo.
Chiedemmo se era possibile avere un bel massaggio rilassante e ci dissero che non c’era problema.
Ci fecero accomodare su lettini adiacenti ma divisi da un separè bianco trasparente.
Alla mia lei toccò quello più grosso, e grosso era il termine giusto perché avrà pesato più o meno 150 chili.
Manone e braccia enormi, grossa pancia.
Mi sentii sollevato, di certo non era il suo tipo uno così.
E saperla toccata da un essere del genere un po’ mi infastidiva.
Ci chiesero di toglierci praticamente tutto e di rimanere solo con gli slip.
Per me non ci fu problema ma vidi in controluce che lei si spogliava un po’ svogliatamente e che non tolse il reggiseno.
Ci sdraiammo a pancia in giù e ci coprirono le terga con un asciugamanino.
Il massaggio fu un vero toccasana, dal collo alle spalle in giù fino al fondo schiena e poi fino alle piante dei piedi passando per le gambe.
Olii profumati, odori eccitanti ed orientaleggianti per tutta la sala.
Riuscivo a vedere anche il massaggio che il bruto stava praticando a lei al di là del separè.
Lo vedevo impastare con le sue dita nodose tutta la sua schiena, poi lo vidi slacciare il reggiseno “signorina questo dà fastidio, lo slacciamo”.
La mia lei non fece opposizione.Così a schiena completamente nuda lo vedevo che allungava sempre di più lo scorrere delle sue mani fino all’inizio del fondoschiena.
E poi lo vidi iniziare a dedicarsi al sedere della mia donna.
Attraverso le mutande girava le sue manone spalmando di olio le sue chiappe.
Lo vidi scostare gli slip fino a farli diventare quasi un perizoma ed indugiare con le mani sul solco del sedere.
Sentivo lei ansimare leggermente.
Si stava rilassando o si stava eccitando?
Lui passò all’interno coscia e risalì ancora verso il culo.
Ma stavolta vidi che con un dito scorreva attraverso le chiappe lubrificando ben bene tutto l’interno.
A questo punto abbassò lo slip del tutto fino alle cosce.
Lei non si oppose di nuovo.
A culo nudo e tutto lubrificato si sentì un po’ troia credo e come tale reagì.
L’omone non ci mise molto, durante il finto massaggio del culo, a piantargli per sbaglio un dito nel buco.
E che dito, sembrava un cazzo di medie dimensioni.
Lei sobbalzò e per paura che mi accorgessi di quello che succedeva fece un grosso respiro, ma non disse nulla, forse intimorita dalle fattezze dell’omone.
Questi allora decise di infilarle un secondo dito in figa.
E di proseguire il massaggio fino all’orgasmo della mia lei, che udii impercettibilmente.
Nel frattempo quel bestione aveva anche avuto modo di strusciare il suo imperioso membro sul suo corpo disteso.
Ma non si spinse oltre.
Terminata l’operazione, i due massaggiatori ci fecero rivestire.
Tolto il separè, la vidi paonazza in volto e palesemente, ma piacevolmente, scossa da quel trattamento inaspettato.
Tuttavia non ne fece parola.
“Vi consigliamo di approfittare del bagno turco qui vicino”, suggerirono entrambi.
L’idea non era male e peraltro era deserto anche il bagno turco.
Entrammo tra i vapori dell’acqua calda e non scorgemmo nessuno.
Ci spogliammo completamente, ed ancora ben oleati ci immergemmo nell’acqua.
Eravamo eccitati, io per quello che avevo visto e lei per quello che aveva provato.
“Che ti ha fatto quel porco mentre ti massaggiava?”
“Niente, mi ha solamente massaggiato e basta”
“Non raccontare bugie, ti ho visto sai quando ti ha infilato un dito nel culo?”
“Ma che dici, sei pazzo?”
Allora per provarle che era vero quello che stava dicendo, la presi a cavalcioni su di me nell’acqua e le infilai anche io un dito nel culo.
Entrò subito come non mai tanto aveva il buchino lubrificato e dilatato.
“Allora, che ne dici? Non è mai stato così facile entrarti nel culo, te lo ha sfondato quell’animale vero?”
“Oddio sì, siii, ancora siii, me lo ha infilato tutto nel culo e poi anche nella figa, ma io non ci potevo fare niente.”
“Porcona che non sei altro!”
“Sì, sono una porcona, siii”
Così come stavamo la penetrai immediatamente.
“Usciamo dall’acqua, ti prego”.
Ci mettemmo sul bordo piscina, io sotto e lei sopra e scopammo come non mai mentre continuavo ad infilarle un dito in culo.
Lei godeva ed urlava tra i vapori che ci nascondevano.
Ma da cosa?
Dagli sguardi indiscreti di un paio di uomini che erano entrati senza che noi ci accorgessimo di nulla.
Anziani, sulla sessantina.
Flaccidi, pelosi.
Erano seduti su una panca a due metri nemmeno da noi e si stavano gustando tutto non so da quanto tempo.
Lei non se ne era accorta.
E si dimenava ancora di più.
Si staccò e si gettò sul mio cazzo in tiro per spompinarlo come solo lei sapeva fare.
Vidi allora che i due si erano oramai scostati gli asciugamanini ed erano completamente nudi.
Si stavano masturbando.
Uno non si capiva nemmeno se avesse il cazzo in tiro o meno, l’altro invece era grosso, ma veramente grosso.
E stavano a pancia all’aria, anzi a palle all’aria, con il cazzo in mano e guardavano la mia lei che mi faceva un pompino da sogno.
Tentai di fermarla.
“Ehi, guarda che c’è gente!”
“Dove?”
“Qui accanto a noi, ci sono due uomini, anzi due vecchi che si stanno masturbando”
“Non li vedo, dove sono?”
“Girati a destra e fai piano”
I vapori si erano diradati ed ora le due sagome si scorgevano perfettamente.
Li vide e si ritrasse subito.
Tentò di coprirsi, ma alle nostre spalle arrivò l’omone dei massaggi.
Non lo avevamo visto per niente.
“Allora, cosa fai ti fermi proprio ora che sono arrivato io?”
“Mi scusi ma che vuole lei?”
“Come, non ti è piaciuto il massaggino di prima? Mi era sembrato di sì, così ho invitato questi due miei amici per godersi lo spettacolo, è da quando ti ho infilato il dito nel culo che ti osservano da dietro lo specchio della sala massaggi”
“Ma che bastardo che sei!!”
Io ero inebetito dalla scena.
L’omone si spogliò all’istante sfoderando un cazzo di smisurate dimensioni.
“Adesso che dici di divertirsi insieme?”
E con un gesto rapido le sbattè il cazzo sulle labbra.
Lei si ritrasse, ma lui le prese la testa con una mano e la bloccò.
La tirò verso di sè e la spinse sul suo cazzo.
Lei non ce la fece a resistere, in prossimità della cappella gigantesca aprì le labbra e lo prese in bocca.
Si avvicinò anche il vecchio con il cazzo in tiro ed iniziò a lisciarle le cosce.
Lei lo scostò via.
Mentre pompava l’omone, quell’altro si rifece sotto e le sfiorò direttamente la figa.
Lei lo scostò di nuovo, ma con meno forza.
Allora la fecero mettere comoda, il bestione con lei attaccata al suo cazzo per la bocca fece due passi indietro e si sedette sulla panca a bordo vasca, lei si inginocchiò davanti a lui con la testa affondata tra la sua pancia e le sue cosce ed il viso che sbatteva sulle due enormi palle dell’uomo.
Il vecchio si avvicinò di nuovo e, guardandomi come per ricever e un cenno di approvazione, si mise dietro di lei.
Iniziò a toccarle il culo.
Lei fece per togliergli le mani.
Lui riprovò ancora, stavolta passando da dietro, ma verso la fica.
E lei non si oppose più.
La toccava e si masturbava e lei spompinava quell’armadio.
Io mi stavo eccitando tantissimo ed iniziai a masturbarmi.
L’altro vecchio era innocuo fortunatamente, ma credo volesse anche lui la sua razione di sesso.
Ed infatti si alzò dalla sua panchina per accomodarsi di fianco all’omone.
La mia lei lo vide e si impaurì.
Un altro ancora.
Questi iniziò ad accarezzarle la testa seguendo il movimento del pompino che stava facendo al bruto.
Poi le prese una mano e se la portò verso il suo cazzo.
Era grosso anche il suo, ma non molto eretto.
E lei tentò di ribellarsi, ma fu un attimo.
Perché il vecchio che stava dietro di lei le mollò una sculacciata sonora.
Lei inarcò la schiena, ma sbarrò gli occhi per il piacere.
Tutte quelle mani addosso, tre cazzi da sfamare, un sogno.
Prese in mano il cazzo del secondo vecchio ed iniziò a masturbarlo.
Da dietro intanto il vecchio dal cazzo grosso si preparò la strada.
La mise a carponi senza staccarle la bocca dal cazzo dell’omone e le piantò il suo membro nella fica ormai grondante.
Ed iniziò a pomparla.
E la sbatteva ed ogni volta lei affogava con l’altro cazzone in bocca e smenava l’altro vecchio con la mano destra.
Cambiarono posizione subito dopo.
L’omone scivolò dalla panca e si piazzò sotto di lei.
La prese e la portò verso di sé leccandole le tette, succhiandole i capezzoli, slinguandola ovunque.
Lei dovette smettere di smanettare il vecchio sulla panca, mentre quello dietro si staccò da lei avendo capito che cosa sarebbe successo.
Lei era tutta lucida degli olii spalmati addosso, tutta lubrificata.
L’omone le piantò il suo enorme cazzo in fica, impalandola.
Lei si mise subito a smorzacandela.
Il vecchio sulla panca si alzò e le poggiò il suo cazzo in bocca.
Lei se lo abboccò tutto fino alle palle.
Si dimenava, si sentiva sfondata ed io ad un passo da loro continuavo a masturbarmi, ma non intervenivo.
Il vecchio dietro, allora, decise di fare il colpo grosso.
Si inginocchiò, puntò la sua cappella sul buco dilatato e lubrificato della mia lei e di colpo la inculò.
Adesso sì che era piena in ogni dove.
Il primo che sborrò fu il vecchio che stava spompinando.
Tutto in faccia, anche se barzotto fece una sborrata copiosa.
Poco dopo venne quello nel culo che si alzò di scatto la prese per i capelli, la voltò verso di sé e la inondò di fiotti cremosi e bianchi fin sopra i capelli.
L’omone si alzò tenendola ancora incollata a sè.
Lui in piedi, lei in braccio a lui con quel cazzone piantato in fica.
La fece scendere, la fece voltare, la fece piegare in avanti con le mani poggiate per terra e la inculò anche lui.
Mi avvicinai e la carezzai in volto, la feci arrivare all’altezza del mio cazzo e mi feci spompinare anche io.
Era supereccitata, lo prese in bocca e quasi lo mangiò voracemente, mi morse le palle, mi leccò il culo e piano piano mi sfiorò il buco con le dita e mentre si sentiva sfondare dentro, forse per farmi provare quello che sentiva lei, o per vendetta, mi infilò un dito in culo.
Provai una sensazione stranissima ma piacevole, il mio orgasmo fu moltiplicato da questa sensazione e le svuotai le palle in gola.
Le colava tutto dalla bocca quando si inarcò, l’omone tese tutti i suoi muscoli, emise un gemito “dai troiona, dai che vengo, dai che ti rompo il culo e te lo riempio di crema, muoviti, ancora!”
“Sì sfondami, sono la tua troia, sì spaccami il culo, sborrami dentro dai, fai vedere a quel frocio del mio ragazzo come si incula una donna, dammelo tutto, fino alle palle, dai mettimele dentro, ah……ah…”
“Veeengoooo!!!!!”
E quando si staccarono, vidi un litro di sborra colarle dal buco del culo.
Ci sdraiammo sfiniti, gli uomini andarono via verso gli spogliatoi.
Ci immergemmo in piscina per rinfrescarci e pulirci.
Fu un bel bagno turco, molto turco.

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