Sesso hard con troietta a casa di un amico

   05/11/2007
  
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Questo è il racconto di un fatto veramente accaduto, per precisione pochi giorni fa, uno dei fatti più eccitanti e incredibili della mia vita. Ci eravamo trovati, io e il mio gruppo, a casa di uno di noi per decidere dove andare quest’estate in vacanza al mare (alla fine abbiamo deciso per Riccione). Nel nostro gruppo di amici ci sono tre ragazze molto carine, di cui due sono fidanzate con due di noi ragazzi e l’altra è libera da legami e di divertirsi come meglio crede…
Comunque eravamo seduti intorno a questo tavolo e io stavo davanti proprio a questa ragazza. Capelli neri abbastanza lunghi, carnagione chiara, un bel visino allegro con occhi nocciola, un fisico decisamente non male con un gran bel sedere (lei dice un po’ troppo grosso, ma secondo me perfetto), le gambe lunghe e intriganti, un corpo snello e armonioso, un seno poco sviluppato (a malapena una seconda) ma sicuramente ben sodo e invitante. Insomma, un bel bocconcino e non nego di averci fatto a volte pensierini erotici molto piccanti…
Parlando tranquillamente, ridendo e scherzando, ad un certo punto sento qualcosa toccarmi il pene tra le cosce. Rimango perplesso e butto lo sguardo verso la sedia, vedendo un suo piedino in un calzino bianco intento a toccare il mio pacco con le dita e la pianta. Faccio finta di niente e la guardo in faccia sconcertato. Lei aveva le mani incrocate davanti alla bocca e tra le dita affusolate vedevo un sorrisetto malizioso e la punta della lingua che passava sulle labbra.
Vi lascio immaginare come il mio cazzo si è gonfiato istantaneamente sotto il tocco delicato della fanciulla che mi stava di fronte. Gli altri, ignari di tutto, continuavano a parlare e discutere, mentre io mi accaldavo sempre di più e lasciavo fare e indagare la mia amica.
Evidentemente attratta e, credo, incuriosita dalle mie misure (leggermente sopra la media), comincia a diventare più audace massaggiando la mia asta rigonfia nei pantaloni su e giù e schiacciando di tanto in tanto per verificare la durezza.
Il tavolo era stretto e quindi lei poteva rimanere seduta in posizione normale, continuando addirittura a parlare con gli altri mentre sotto la tovaglia andava avanti ad eccitarmi.
Poi dopo un pochino ha smesso e ha ritratto il suo piedino fatato (se continuava ancora un po’ venivo nelle mutande…). Quando ormai credevo avesse finito il suo slancio ormonale si alzò e si fece indicare dal padrone di casa (una bella casa in campagna) il bagno. Ricordo di averla fissata alzarsi e camminare sculettando verso i servizi dietro al corridoio del piano terra. Indossava come sempre una maglia smanicata attillatissima, in questo caso gialla, che la fasciava ben bene intorno alla vita e al seno, mettendo in evidenza le sue tettine vogliose con una discreta scollatura. Aveva un paio di pantaloni neri stretti spintetici (forse di una tuta) con dei tasconi lungo le gambe. Sparita dietro l’angolo ho cercato di scuotermi e di reinserirmi nella conversazione.
Dopo pochissimo la rivedo tornare e riprendere il suo posto. Si siede di fronte a me e mi fa un occhiolino, indicando con gli occhi la direzione del bagno. Le chiedo a gesti se dovevo andare anch’io in bagno e lei annuisce mordendosi le labbra. Allora mi sono alzato cercando di nascondere il pacco gonfio nei jeans e ho chiesto anch’io di usare i servizi.
Pensavo di farmi una bella sega e risolvere il problema ma poi ho visto una cosa che mi ha sconvolto. Sul lavandino c’erano appoggiate un paio di mutandine nere da donna con dentro un bigliettino scritto sulla carta igienica. Le ho ovviamente prese in mano e ho letto il biglietto. “Se hai voglia di scopare, quando torni di là chiedi un bicchiere d’acqua e poi fai quello che ti dico”. Mi sbottono i jeans e prendo il mio pisello in mano; duro come un bastone e pulsante di desiderio. Ero indeciso tra una scopata rischiosa in casa di un amico e un gesto di estrema volontà di resistere alla voglia per magari riparlarne più con calma in privato io e lei… e se poi ci avesse ripensato? Mi sono chiesto quando ormai avevo deciso di rimandare. Portai le mutande al viso e annusai dove si era appoggiata la sua fighetta vogliosa. Odorava di lei. Odorava di sesso…
Ormai avevo deciso, strofino le sue mutande sul mio glande e le metto in tasca. Rimetto il cazzo a fatica nelle mutande, abbottono i pantaloni e esco dal bagno.
Arrivo al tavolo e mi siedo guardandola. Lei fa finta di niente e guarda curiosa alcune foto di campeggi e alberghi. –Scusa, posso avere un bicchiere d’acqua perfavore?- chiedo all’improvviso al mio amico a voce alta e chiara. –Certo…- risponde lui un po’ interdetto prima di alzarsi e prenderla. La guardo e lei mi fa appena un cenno di intesa con la mano.
Quando il padrone di casa è tornato tra noi con in mano il mio bicchiere e un paio di birre, lei gli ha chiesto se poteva andare a vedere su internet l’albergo che c’era in foto. Lui ovviamente le dice di accomodarsi in sala (la stanza a fianco) e di usare quel pc come voleva. La mia compagna di avventura si alza e se ne va. Adesso che lo sapevo si vedeva che non aveva niente sotto lo stratto leggero dei pantoloni. La seguo con la scusa dell’albergo e arrivo silenzioso alle sue spalle mentre lei stava effettivamente navigando seduta davanti al pc. Le appoggio le mani sulle spalle e lei piega la testa all’indietro, fissandomi negli occhi e passandosi la lingua avanti e indietro sulle labbra rosse. –Dove andiamo?- le ho chiesto a quel punto non sapendo che dire e portando le mani sul suo collo e sui fianchi, appoggiando appena il mio pacco in erezione sulla sua schiena. –Su in camera, diciamo che questo computer non è abbastanza veloce…- detto questo gira la sedia verso di me e si piega verso la mia zip. La apre e tira fuori il mio pisello. –Come mi immaginavo, dice toccandolo con i polpastrelli… niente male…-
-Grazie…- le rispondo trattenendomi a stento dal metterglielo in gola fino alle palle. Si alza e mi invita a rimetterlo nei pantaloni ancora per un paio di minuti perché lì era troppo pericoloso. Io la afferro per i fianchi e, mani sul culetto, le metto la lingua in bocca rapidamente. Lei risponde un po’ e poi si divincola tornando dagli altri.
Ottenuto il permesso di salire in camera, saliamo e ci chiudiamo la porta della camera del nostro amico alle spalle. (E’ tutto vero!!!)
Lei mi butta le braccia al collo e la lingua in bocca. Mi tolgo la maglietta e la spingo sul letto. Lei cade di schiena e rimane ferma con le gambe piegate e aperte, passandosi la mano sui pantaloni in corrispondenza della vagina. Io mi tolgo anche scarpe e pantaloni e mi corico tra le sue gambe. Le sfilo la maglietta e le lecco il petto fino al reggisento. Poi scendo all’ombelico e arrivo al bottone dei pantaloni. Lo sbottono e li apro un po’ intravvedendo il pelo bruno della sua figa. Poi mi interrompe e mi prende per il viso riportandomi davanti al suo seno. Si slaccia il reggiseno e libera le tettine chiare con i capezzoli rosa appuntiti e rigidi. Ne mordicchio uno tornando con la mano a fare conoscenza con il pube della mia amica. Lei ogni tanto inarca la schiena e si lascia scappare qualche gemito di piacere.
Ritenendo finiti i preliminari, mi inginocchio dacanti ai suoi piedi e finisco di aprirle i pantaloni, rivelando la sua figa bagnata e pelosa tra le gambe chiare e perfette. Mi alzo in piedi sul letto e mi tolgo le mutande liberando il mio cazzo stragonfio. Le si illuminano gli occhi e apre al massimo le gambe accogliendo me e il mio membro in un caldo abbraccio umido. La penetro profondamente adagiando il mio petto sul suo e iniziando una frenetica danza all’interno della sua vagina calda e confortevole. Dopo un po’ inizio a penetrarla avanti e indietro veloce e profondo. Il mio sudore e il suo si uniscono e più lei si stringe a me con le unghie e le gambe più violentemente la penetro. Il letto cigola sotto la nostra spinta. Sento di essere sul punto di venire quando lei mi ferma e mi sposta.
Io scendo dal letto deluso e pronto a farmi una sega per finire il mio rapporto quando lei scende dal letto, si appoggia con le mani al comodino e mi da le spalle divaricando le gambe e mostrandomi a novanta gradi il suo invitante e formoso culo.
Mi inginocchio e lo lecco gustando il sapore dolce dei suoi liquidi vaginali e il fresco del suo ano. La riempio ben bene di saliva e la penetro da dietro, tenendola per i fianchi. –Sei protetta?- le chiedo prima di ricomciare. –Sì…- mi risponde sottovoce. Allora inizio prima lentamente e poi sempre più forte a entrarle e uscirle dal sedere candido. Lei gode davvero tanto e si morde le labbra e la lingua per non urlare, continuando a venire dalla figa e gocciolare a terra il suo liquido. Anch’io godevo come mai prima stringendola per i fianchi, accompagnando il movimento del mio bancino tirandola ritmicamente verso di me. Raggiunge l’ennesimo orgasmo e allora decido di fermarmi di nuovo per non esploderle lo sperma nell’ano. La faccio girare e le metto tutta la mia lingua in bocca, toccandola e palpandola su tutto il corpo bagnato di sudore, umori e occasionali schizzi di sperma. Senza dirle niente, si inginocchia danti a me e prende tutto il mio cazzo in bocca fino alla base, accogliendolo con caldi fiumi di saliva e massaggiandolo con la lingua lunga e veloce. La sua mano delicata lavora con vigore segando il mio uccello, mentre succhia golosa il nettare che sto per spararle in gola.
Sente che sto per venire e allora se lo toglie dalla bocca e finisce segandomi a due mani, facendomi sparare la sborra sul suo volto e sul suo petto bianco. (Non sono mai venuto così tanto… è stato qualcosa di davvero meraviglioso).
Quando ormai avevo finito e lei era stata soddisfatta, siamo rimasti per qualche minuto a rifiatare seduti sul pavimento, guardandoci e tenendo lei una mano sui miei genitali e io una mano sul suo basso ventre.
Poi mi sono alzato e mi sono rivestito. Mi sono rinfrescato nel bagno di sopra e sono sceso dagli altri dicendo che le cose per lei sarebbero andate per le lunghe.
Mi aveva detto di andare sotto a coprirla mentre lei si ripuliva, toglieva le nostre tracce dalla stanza e, alla fine, si rivestiva.
Da quel pomeriggio l’ho sentita tantissime volte e forse tra noi sta nascendo qualcosa di più di un’amicizia… Non l’ho più vista ma spero che quando questo accadrà, credo in questi giorni, le cose possano chiarirsi e possiamo tornare a provare insieme le sensazioni di questo fantastico pomeriggio…

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