Donna sexy chiavata da marito e uomo di colore

   15/11/2007
  
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Mio marito sapeva che da tempo desideravo avere un’esperienza sessuale con un ragazzo di colore e, dal momento che si stava avvicinando il giorno del mio trentasettesimo compleanno,decise di regalarmi una nottata di sesso come desideravo io.
Già da un po’ provocavo un mulatto,James,che ha un negozio di occhiali nella zona in cui abito,un uomo bellissimo, fine e distinto. Guardavo con lui i modelli e gli facevo intravvedere le tette, gli facevo i complimenti per il vestito e la cura che aveva nel negozio. Cercavo di andarci sempre meno vestita e sempre più disposta a farmi guardare da lui,ma lui guardava tutto e poi alla fine non faceva mai il passo giusto.
Stavo cominciando a credere che fosse gay, perchè difficilmente un vero uomo resiste alle tentazioni,ed io lo sono in una forma piuttosto eloquente.
Però ormai mi ero intestardita,volevo farmelo e questo stava diventando un chiodo fisso.
Quella sera decisi di passare all’attacco con Alfredo che passeggiava fuori dalla porta con fare distratto,in realtà spiandomi. Mentre apriva una bacheca per prendere dei modelli da sole, gli toccai il suo splendido culo durissimo, avvicinandomi e mostrandogli quasi tutte le tette, che mi ciondolavano nude in un vestito ben largo.
“Signora, lei ha il pregio di fare scelte chiare e precise.” mi disse senza togliere lo sguardo dal mio seno.
“Sei uno che se ne intende e, se vuoi, abbiamo il piacere la sera a casa nostra di servire un buon caffè per gli amici.”
“Certo che vengo a prendere il caffè e ti porterò un bel modello, che sicuramente ti piacerà.”
“Va bene, passa per le 9”.
Gli strinsi il cazzo da sopra i pantaloni e lo baciai su una guancia dicendogli che mi avrebbe trovata profumata.
La sera venne bellissimo in giacca e cravatta e mi portò, oltre agli occhiali, un bouquet di fiori di campo con annesso biglietto con su scritto “Per domare un selvatico fiore”.
Sbrodolavo già solo al pensiero di quello che sarebbe successo,ma cercai di rimanere con un certo decoro,facendo la brava padrona di casa. Alfredo usci per circa mezz’ora dicendo che sarebbe tornato per la festa grande.
Mi godetti tutti i possibili preliminari con quel macho fantastico.
Lo feci sedere sul divano e mi misi sopra di lui mostrando le mie grazie.
Avevo solo un vestitino piuttosto corto sotto il quale non portavo niente e finalmente cominciò a toccarmi una gamba.
Lo baciavo ovunque non ci fossero vestiti,gli tirai persino il caffè tiepido addosso per leccarglielo fra i suoi peli, mentre la sua verga diventava una spada.
Io colavo come una puttana, lui capì e condivise tutta l’eccitazione della situazione,ma volle aspettare il ritorno di Alfredo per andare in camera.
Iniziò a masturbarmi con delle dita che sembravano piccoli cazzi tanto erano lunghe,solleticandomi il clito e penetrandomi con più dita.
Avevo raggiunto il primo orgasmo quando la porta si aprì.
Come arrivò mio marito,i mi spoglia nuda e invitando entrambi a seguirmi,andai in camera da letto. Mi misi subito carponi toccandomi, ormai desiderosa all’inverosimile di cazzo,mentre loro si spogliavano. Appena ebbe finito, James si mise dietro di me e cominciò a penetrarmi senza tanti preamboli,ma con lentezza,mentre io gli offrivo a pecora fica e culo.
Lui prendeva alternativamente tutti e due i buchi mentre gemevo come una cagna.
Più stringevo la fica,più lui mi sbatteva;quando la fica era troppo bagnata,me lo metteva nel culo con un colpo deciso facendomi urlare di dolore,ma soprattutto di piacere. Come lo sentiva scorrere libero, me lo rimetteva davanti dove non c’erano impedimenti alla penetrazione,i miei umori l’avvolgevano subito,ritardando il suo orgasmo.
Alfredo era accanto a noi e si segava mentre c’incitava e descriveva a James il ciondolare dei miei meloni che non poteva vedere.
Poi volle che lo prendessi nel culo a candela in modo da succhiare i capezzoli lunghi come chiodi. Lo feci entrare dentro e presi a sgrillettarmi facendo colare i miei umori sul suo pube. James urlava di piacere e, dopo poco,mi allagò l’ano di sperma caldo mentre Alfredo mi sborrò sulle tette.
Io mi sfilai da quel palo e presi a leccarlo avida e lui volle fare lo stesso con me. Ci sparammo un sessantanove da urlo e anche Alfredo mi offrì il suo cazzo da pulire.
Poi andò in cucina e prese una torta bavarese al cioccolato e cominciò a spalmarmela sul corpo. Iniziarono a mangiarla leccandola e contendendosi le parti sopra le mie zone erogene.
Ero di nuovo un lago e loro due coi cazzi duri.
Feci sdraiare James e me lo feci entrare dentro,scivolò senza problemi,poi fu il turno di Alfredo che me lo mise nel culo con pochi colpi.
Iniziai a urlare come una pazza con quei due magnifici cazzi ben piantati dentro.
Sembrava che non fosse la loro prima esperienza con una donna in mezzo tanto erano bravi a scoparmi.
A volte li sentivo tutti e due dentro insieme,mi sembrava quasi che si toccassero dentro di me. Altre invece si alternavano a mettermelo dentro,ora James,ora Alfredo mentre io non ci capivo più nulla.
Iniziarono a darsi il cambio di posizioni e mio marito da sotto, mentre mi chiavava, mi stringeva le tette come a volerle scoppiare.
Mi chiavarono a lungo facendomi venire diverse volte,poi mi sdraiarono e mi sborrarono insieme sulla faccia e sulle tette.
Prima che potessi avventarmi suoi loro cazzi per pulirli per bene,Alfredo aprì un cassetto del comodino e tirò fuori due grossi falli di gomma.
Ne diede uno a James e insieme continuarono a sbattermi con quelli.
Ormai non ne potevo quasi più coi loro cazzi veri in bocca e nelle mani e quelli finti nei miei due buchi. Li sentivo bruciare,ma mi piaceva ugualmente e non mi opposi a nulla. Come avevo un po’ di fiato prendevo un cazzo in bocca e lo succhiavo,mentre lo menavo all’altro.
Alla fine si arraparono tanto a sbattermi in quella maniera che vennero di nuovo coprendo ancora il mio viso di sperma.
A questo punto ero veramente esausta,andai in bagno a lavarmi,anche se spalmai parecchio del loro seme sulle tette,cosa che mi piace moltissimo.
Quando tornai James si era già rivestito,misi una vestaglia per accompagnarlo alla porta e, prima di lasciarlo, lo baciai,invitandolo quando possibile a tornare.
Mi rispose che solo un pazzo non sarebbe tornato e che la prossima volta avrebbe portato una sorpresa.
Quegli occhiali me li ero proprio meritati!

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