Sesso in chat

   03/01/2008
  
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Sono ormai diverse sere che chatto con Fox e mi sembra che ormai abbiamo raggiunto un certo feeling. Abbiamo attraversato tutte le tappe della conoscenza virtuale: dalle domande di rito come “quanti anni hai?”, “che fai nella vita?” siamo passati a quelle più personali fino allo scambio di foto. Gianni, il vero nome del mio interlocutore, mi ha finalmente proposto di vederci. Non avevo pensato di arrivare a tanto, avevo sempre pensato che la chat fosse per gli sfigati, per quelli che non riescono a rimorchiare nella vita reale, ma sto decisamente iniziando a vedere le cose in un altro modo. Il mio Fox è un gran bel ragazzo sempre che la foto inviatami ritragga veramente lui; questo è sicuramente un rischio che devo correre. Il gioco, secondo me, vale la candela in questo caso. “Se ci vediamo, male che vada un pompino me lo guadagno?” mi chiede ora Gianni. Non sono il tipo che si offende per una proposta simile, anzi non nascondo affatto la voglia che ha suscitato in me la sua proposta “Se fai il bravo ragazzo, magari ci guadagni anche qualcosa di più” gli rispondo maliziosa. Tranne qualche breve incontro con “amici” di vecchia data è un po’ che l’adrenalina di un nuovo incontro non mi invade le vene. Ho voglia di scopare con il mio Fox e spero vivamente sia all’altezza delle mie speranze perché ho proprio intenzione di spomparlo ben bene “ Terry, non resisto, mi fai morire. Vediamoci tra un’ora invece che domani sera!” Ottimo, non aspettavo altro e, ovviamente, accetto di buon grado. Le donne che fanno inutilmente attendere gli uomini non le ho mai capite, se hai voglia soddisfala, semplice no? “Qualche richiesta sul mio abbigliamento?” domando allora; so benissimo che la cosa lo ecciterà ancora di più “Gonna corta e autoreggenti tesoro” risponde prevedibilmente lui, ma non mi costa nulla accontentarlo. Ci diamo appuntamento e vado in camera a prepararmi. Fuori ci sono 5 gradi, fa freddo, ma non dovrò stare a lungo all’aperto. Opto per un perizoma rosso trasparente con reggiseno coordinato; la stoffa impalpabile lascia chiaramente vedere il piccolo triangolo di pelo tra le mie cosce e i miei scuri capezzoli. Infilo un maglioncino incrociato che lascia ammiccare il rosso del mio intimo e una mini di jeans che copre a mala pena il pizzo delle autoreggenti. Termino la mise infilandomi i miei stivali al ginocchio con tacco a spillo e mi guardo allo specchio: no, proprio niente male Terry, mi congratulo con me stessa. Passo in bagno per truccarmi, poi afferro il cappotto ed esco. Gianni dovrebbe passarmi a prendere alla fermata del tram con la sua Golf nera. Arrivo a destinazione e lo vedo già lì ad attendermi e sento anche il sangue che inizia a pomparmi più forte nelle vene. Faccio finta di nulla e gli busso sul finestrino, quando mi vede gli si accende lo sguardo e mi apre subito la portiera. Un po’ siamo imbarazzati e mentre lui guida chiacchieriamo stupidamente del più e del meno. Ad un certo punto, però, sento la mano di Gianni che, abbandonato il cambio, si posa sul mio ginocchio. In risposta al suo tocco, apro le gambe, lo invito a sentire quanto sono calda e già eccitata. La sua mano si infila sotto la mia gonna e si posa a coppa sulla mia fica già così bagnata che l’umido si sente attraverso il perizoma. “Sei già pronta per me” nota il mio bel Fox, che di persona è ancora più affascinante che in foto. Abbasso lo sguardo sui suoi jeans e vedo che anche lui è già pronto per me e gli sorrido “Non vedo l’ora di provare il tuo bel cazzone, sono proprio curiosa di sentire quanto mi può riempire” lo tento posando la mano sul suo pacco. Sterza inavvertitamente e io rido, sono riuscita a fargli perdere un po’ di calma e sicurezza. Non sa ancora che sarò io a condurre il gioco, ma per ora gli faccio ancora credere di avere lui in mano le redini. Dopo diverse curve a gomito, finalmente arriviamo a destinazione. Il posto lo conosco, ci sono venuta già qualche volta con un mio ex, d’estate c’è sicuramente più movimento di coppiette clandestine. Ora però è gennaio, fa freddo e non c’è un’anima, peccato un po’ di esibizionismo non mi sarebbe dispiaciuto. Gianni spegne il motore, ma lascia accesa la radio e mi guarda intensamente. E’ il momento di prendere il timone. Mi sporgo verso di lui, vedo che si aspetta che lo baci, ma all’ultimo minuto le mie labbra scendono verso il suo cazzo. Gli slaccio velocemente i jeans e gli abbasso i boxer e finalmente posso gustare il suo bel cazzone. E’ più grosso di quanto mi aspettassi, non è troppo lungo, ma di circonferenza possente, uno di quelli che si devono sentire per bene quando ti affondano nella fica. Sorrido e inizio a leccarlo. La mia lingua lo lambisce dalla base fino alla cappella umida. Si ingrossa ulteriormente sotto le mie carezze e sento le sue vene pulsare. Mi riempie piacevolmente la bocca e inizio a succhiare mentre lo massaggio alla base e sulle palle. Poi stacco le mani e uso solo la bocca, la lascio andare su e giù come se fosse la mia fica e lo sento tremare, ma non voglio che venga, così mi tiro indietro e lo fisso negli occhi “Non ti faccio venire finché non mi dimostri quanto sei in gamba” lo provoco sfilandomi il maglione. Il suo sguardo cade sui miei capezzoli perfettamente duri e visibili attraverso il reggiseno trasparente “Dimmi quello che vuoi Terry e lo farò” dice lui affidandosi completamente al mio volere. “Scopami fino a farmi gridare, senza limiti. Fammi ciò che vuoi” gli rispondo, ho voglia di una sana scopata. Qualcosa si accende nel suo sguardo e subito la sua mano scatta fra le mie cosce strappandomi quasi il perizoma. Le sue dita mi allargano le labbra, sfregano il mio clitoride e affondano nella mia bollente fessura. Pompa per un po’ tre dita dentro e fuori la mia fica finché i miei umori gli bagnano completamente la mano. “Spogliati, ti voglio nuda” mi ordina allora e io eseguo ben volentieri. Ora sono completamente nuda mentre lui ha solo il cazzo esposto alla mia vista. Gianni reclina i sedili anteriori e mi fa mettere a pecora. Peccato non poter vedere il suo bell’uccellone entrare nella mia fichetta, ma sentirlo è quello che conta. Con una potente spinta penetra tutto dentro di me. Sento le sue palle sbattere a ogni spinta, le sue mani mi tengono stretta sui fianchi e le mie tette ballonzolano libere. Sta pompando a più non posso, il piacere cresce sempre più in me, la pressione sale e i gemiti sfuggono dalle mie labbra. Ci manca pochissimo, ormai l’orgasmo mi è prossimo. Quasi lui se ne fosse accorto si ferma all’improvviso, ma rimane duro e possente stretto dai muscoli della mia fica “Vuoi godere puttana, dimmelo! E’ così vero?” ansima allora. “Sì voglio godere, fammi godere, sfondami” gli dico allora io, so che è quello che vuole sentirsi dire e so anche cosa farà. Come previsto inizia a leccarmi la fica, mi penetra con la lingua e poi passa all’altro buchetto. Mi sta insalivando e lubrificando per bene il culo e io non vedo l’ora che inizi a pompare anche lì perché non ne posso più di aspettare, voglio godere! Finalmente lui si rimette in ginocchio e sento il suo cazzo premere sul mio sfintere. Le sue dita cercano di allargarlo in modo che la cappella possa entrare con meno difficoltà, ma per me non è affatto la prima volta e dopo poco è già tutto dentro. E’ sempre una sensazione di invasione appena entra, me lo sento quasi in gola e la pienezza si mescola con la nausea, ma passa in fretta. Quando lui inizia a muoversi su e giù il piacere torna a montare dentro di me e stavolta urlo davvero perché lui inizia anche a sgrillettarmi per farmi impazzire. Sì, impazzisco, urlo, mi dimeno, godo! Finalmente sono sazia e mi accascio sui gomiti, ma lui sta ancora pompando dentro il mio culo. All’improvviso esce e mi sborra sulla schiena innaffiandola tutta col suo caldo seme. Non ha emesso alcun suono, ma se la quantità di sperma può essere un metro deve aver goduto abbondantemente. Non ci diciamo nulla, ci rivestiamo in silenzio e lui mi riporta alla fermata del tram dove ero salita. Prima che io scenda dall’auto mi dice “Ci rivedremo Terry? Sei stupenda e una delle cose che adoro di più è il culo e come lo dai tu non lo dà nessuna” “Magari la prossima volta che tua moglie allenta il guinzaglio” gli rispondo lasciandolo a bocca aperta “Ma come…?” annaspa “La prossima volta togli la fede, tesoro. Sarò vogliosa, ma non stupida” gli dico scendendo dall’auto. Gli mando un bacio e me ne torno a casa senza aspettare di sentire il rombo del suo motore ripartire.

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