Gangbang in Tunisia per due belle fighette

   16/01/2008
  
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Il primo viaggio che faccio senza mio marito, tra l’altro contrario, lo faccio in Tunisia. Negli ultimi anni sono andata spesso a sciare da sola, ho fatto delle amicizie e gli uomini che ho conosciuto impazziscono per la mia personalità. Non solo, nonostante i miei due figli, ammirano il mio corpo di bruna: capelli neri, lunghi fino alle spalle e mossi, occhi e pelle scuri, terza di seno con capezzoli scurissimi, il mio culo si è fatto abbondante, ma questo lo rende più appetibile, le gambe sono sempre state un mio punto d’orgoglio. Sono per le vie di Hammamet ed un vestitino nero senza maniche, sagomato sulle mie forme e con minigonna, mi fascia mentre passeggio nel suk, il mercato tipico pervaso dagli odori forti di spezie, assieme a mia sorella. Ci sediamo a gustare un sorbetto al limone. Il caldo è intenso, la mia pelle è imperlata di sudore. Vedo due ragazzi tunisini, entrambi mori, asciutto il primo, grosso ed insolitamente muscoloso il secondo, che ci indicano, ridacchiano e fanno gesti osceni, mimando il rapporto sessuale ed orale. In preda alla rabbia mi alzo e mi avvicino, non sono tipa da mettermi in soggezione: “Piantatela di fare gli stronzi”. I due parlano italiano, male, ma lo parlano, il più grosso dice: “Hai carattere, italiana, ma non volevamo offendere né te né tua sorella, stavamo dicendo che ci piacerebbe fottervi tutte e due. Io sono Malik, il miglior scopatore della zona, amo le italiane come te”. Mi sento eccitata, lo provoco: “Ho preso un sacco di cazzi, non sei il primo, sei sicuro di valere quello che dici?”. Lui mi afferra la testa, mi parla minaccioso: “Sei tu sicura di poter reggere a tutto quello che ti farò? Ti farò godere fino a chiedermi pietà”. “Vediamo” rispondo sicura. Ci accompagnano in una grande casa africana, muri gialli e tende porpora, nella penombra ci sono altri due (di cui uno rasato e con un grosso orecchino) che ci aspettano. Quello rasato, con una spessa cicatrice sul volto maschio, sembra il capo, parla volutamente italiano con accento francese ed ordina: “Separatele”. Mia sorella grida: “no, voglio restare con lei”. Io le dico: “stai calma, non ti faranno niente”. “Infatti”, mi risponde Malik, “useremo lei solo dopo aver usato te, sei tu quella da domare”. “Vaffanculo” gli grido; per tutta risposta mi bendano, mi spogliano completamente, mi mettono addosso un lungo velo rosso trasparente. Resto nella penombra per un tempo che non so calcolare. Poi entrano in tre, più il capo. Si avvicina, gli altri sono nudi, lui ha uno straccio che nasconde il sesso. Parlano concitatamente fra di loro nella loro lingua, poi vengo fatta girare di scatto. Uno di essi mi solleva la veste, il culo nudo è all’aria. Con gli occhi che gli brillano di malvagità, il capo comincia a sculacciarmi. Mi  mordo le labbra per non dargli la soddisfazione di sentirmi urlare, ma incomincio ad avere un po’ di paura, perchè nessuno della mia comitiva sa che io e mia sorella ci troviamo in balia di quattro stranieri che non sembrano proprio delle brave persone. Tuttavia non voglio assolutamente far vedere che ho paura perchè penso sia peggio. Dico però che all’albergo saranno in allarme e avranno avvisato la polizia. Le mie parole non sembrano preoccuparli minimamente. Il capo, per tutta risposta, mi colpisce ancora il culo più volte col rovescio della mano ed io, anzichè spaventarmi di più, comincio a sentirmi la passera bagnata, sì sono eccitata più che spaventata. Poi si gira verso Malik e gli ordina qualcosa. Lui è già pronto, nudo, riesco a vedere un enorme cazzo scuro, sui 27 centimetri, gli altri mi tengono ferma, le sue mani sono sulle mie natiche calde, comincia ad incularmi. Il mio culo è vergine ed il dolore è tremendo, tento di non dare a questi bastardi soddisfazioni, ma mentre Malik mi apre, l’urlo soffocato assomiglia ad un ringhio ferito, eccitando tutti gli altri. Poi comincia lo spettacolo: sento i suoi grandi colpi, le palle che sbattono contro le chiappe, mentre mi strizza i capezzoli turgidi, mena grandi colpi, grondandomi il sudore addosso. Si inarca ad ogni botta, sempre più veloce e profondo, poi comincia a venire ed io con lui, gemo come una bestia in calore, a denti stretti. Mentre viene mi lecca la schiena, sento i getti di sperma nel culo, urlo anche io con le gambe che tremano. Non è finita. Il capo mi parla, mentre il seme di Malik mi scivola per le cosce: “Hai orgoglio, straniera, e sai dare piacere. I miei uomini ne vogliono ancora, dovrai farne godere tre,ma non mi sembra che per te sia un problema. Esausta, ma eccitata, rispondo: “vi faccio venire tutti, non siete altro che cazzi da usare”. Mi levano quel che resta della veste, sono totalmente nuda e alla loro mercé: uno di loro si sdraia, mi metto il suo cazzo dentro, comincio a cavalcarlo, lo sento che geme, trema, mi sento afferrare per i capelli, non li distinguo più ormai, solo sagome ed i loro odori di sesso umido. Un secondo mi tira i capelli e mi mette un altro cazzo in bocca, entra fino alle palle, sento odore di muschio e zenzero, sto sballando, il mondo scompare e restiamo solo noi, la troia ed i suoi maschi. Succhio e spingo, mentre loro mi toccano, mi leccano, mi baciano, ed ecco il gran finale: un altro cazzo in culo, forse quello del ragazzino del suk, il dolore è atroce ma continuo a godere con tre uomini dentro. E’ arrivato il momento del capo: con un gesto li fa fermare: “Guardami, donna”. Si spoglia rivelando un enorme cazzo (30 centimentri almeno) gonfio, parla ancora: “Ora ti possiederò con una spada doppia”. Gli altri tre riprendono a muoversi, menando gran colpi, lui è dietro il ragazzino che mi incula, lo penetra, lui geme con il cazzo più duro, spinge, ora sono in due a spingermi da dietro, sempre più forte, sempre di più, sono fuori di testa ed urlo forte mentre tutti e quattro vengono in bocca, nel culo, nella figa infiammata. E’ ormai notte ed io sono coperta di seme e sudore . Allora fanno entrare mia sorella, nuda, magra con il seno piccolo, molto diversa da me, spaurita. Lei, così giovane, è tutta per il capo, che la fa sdraiare e la incula. Lo spettacolo mi turba, ma la sorellina, apparentemente così fragile, geme e gode di un piacere intenso, anzi non si accontenta e richiede la sua parte di soddisfazione.
Ma, a questo punto, i quattro sono esausti e si affrettano ad accompagnarci nelle vicinanze del nostro albergo.

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