Slamball il basket del futuro

   09/10/2007
  
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Lo slamball è stato inventato da Mason Gordon un cestista americano con la fissa delle schiacciate stratosferiche, che nutriva l’ambizione di creare una sorta di “videogame umano”. Fino ad oggi l’unico italiano ad aver calcato un campo da slamball è Lorenzo Pinciroli, detto “High Scream”, che si è cimentato in occasione di una dimostrazione organizzata al Festival del fitness di Rimini. Queste le sue parole dopo aver vissuto tale esaltante esperienza:

“E’ incredibile, questo sport ti da la sensazione di essere l’uomo torcia dei fantastici quattro, è come vivere in un videogame.”

Lo slamball, che ha fatto il suo debutto il 3 agosto 2002 su un canale nazionale statunitense, facendo letteralmente impazzire gli americani, ha trovato subito in Europa un insperato bacino di fan. In Italia, finito su Italia 1 con 26 puntate, commentate da Giacomo Valenti e da Dan Peterson, ha registrato in media 1 milione e 700 mila spettatori. Dallo scorso 8 settembre, ogni sabato, chi ancora non avesse visto all’opera i giocatori di slamball, può godersi lo spettacolo su Italia 1.

Lo slamball si gioca in un campo analogo a quello della pallacanestro. Rispetto al basket classico ci sono delle notevoli differenze da segnalare:

  • il recinto di plexiglass che circonda il pitch
  • il fondo elastico che ricorda il ring del wrestling fatto per attutire i colpi
  • la presenza sotto canestro di 4 tappeti elastici, detti isole

Si gioca 4 contro 4: 1 stopper, 1 regista e 2 ali incaricate di andare a schiacciare. La durata dei quarti varia di anno in anno, dal momento che le regole non sono state ancora stabilite in maniera definitiva: nella prima stagione , si è giocato su 2 tempi da 8 minuti; nella seconda si è giocato su 4 tempi da 6 minuti, per la stagione 2007 – 2008 ci si è orientati su 2 tempi da 12 minuti. La schiacciata da 3 punti, i tiri da terra ne valgono 2; negli ultimi 2 minuti di gioco, però, ogni canestro vale 3.
Non è possibile restare nella zona dei tappeti elastici per più di 3 secondi, mentre i giocatori in attacco hanno a disposizione 18 secondi per segnare.
Il contatto fisico è molto duro, ed è permesso il full contact: ogni volta che il palleggiatore è in azione si espone perciò al rischio di essere placcato: valgono le regole del football, insomma. Non si può essere placcati invece mentre si è in volo per andare a schiacciare: pena, un tiro libero in versione face-off: schiacciatore contro difensore con partenza da metà campo, proprio come per l’hockey.

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